Il termine ceramica, deriva dal greco Kéramos,
"argilla", e comprende una vastissima
gamma di prodotti ottenuti modellando impasti di argilla
e di altre terre che vengono successivamente cotti e,
spesso, ricoperti di un rivestimento impermeabile di
smalto o vernice, e decorati. Manufatti
in ceramica si ritrovano in tutte le
culture e sono stati usati fin dalla preistoria, quando
ci furono i primi insediamenti stabili di popolazioni
nomadi sia in Oriente che in Europa tra il mesolitico
ed il neolitico. La ceramica
è stata utilizzata in forme e per usi diversi:
dal vasellame di uso quotidiano dell'età neolitica
alla statuaria greca e romana, dai rivestimenti di ambienti
quali le famosissime piastrelle dell'Alhambra di Granada
a oggetti d'uso ornamentale e personale quali statuine
e tabacchiere del XVIII secolo per arrivare alle più
recenti realizzazioni del design moderno e all'utilizzo
abbondante che oggi ne fa l'industria edile.
L'enorme
diffusione che la ceramica ha avuto in tutto il mondo
ha fatto sorgere, fin dal XVI secolo, botteghe trasformatesi
poi in vere e proprie fabbriche organizzate per la produzione
in serie, come a Meissen per la porcellana
dalla metà del XVIII secolo. Dipendentemente
dai materiali utilizzati e dai metodi di lavorazione
si possono ottenere manufatti in ceramica
con caratteristiche e denominazioni differenti. Di tutti,
il più elementare, il più antico e anche
il più diffuso, documentato già nella
preistoria, è la terracotta;
si tratta del semplice impasto argilloso che ha consistenza
porosa e assume dopo la cottura toni rossastri, dovuti
alla presenza di composti ferrosi che vanno dal rosso
rosato al rosso porpora intenso dipendentemente dal
fuoco impiegato per la cottura e dal tipo di argilla.
La terracotta
è stata utilizzata soprattutto nella decorazione
architettonica e nella scultura. Per quanto riguarda
la produzione di terracotta
resa impermeabile dal rivestimento di vernici piombifere,
essa era tecnica già nota in eta ellenistica.
In particolare, si ricorda, per l'Italia, la terracotta
"invetriata", ricoperta con uno strato di
pasta vitrea sottile, e il cui utilizzo si ritiene sia
legato a Luca Della Robbia. Di impiego più
recente la terraglia,
che anche essa è di pasta porosa, bianca opaca
anche dopo la cottura per l'assenza di ossidi coloranti,
è un tipico prodotto inglese che vide il nascere
della propria diffusione nel I° quarto del XVIII
secolo principalmente grazie alle creazioni di J. Wedgwood.
La maiolica, è un prodotto ceramico
rivestito con uno smalto a base di ossido di stagno,
detto anche stannifero, è detta anche faenza
dal nome della notissima città italiana che nel
rinascimento fu uno dei più importanti centri
di produzione ed anche oggi, le ceramiche
di Faenza, sono conosciute ed apprezzate in tutto il
mondo. Il gres
è una particolare ceramica
caratterizzata da una pasta compatta, impermeabile e
opaca ottenuta con la cottura di un'impasto di fondenti
e argille
speciali ad altissime temperature. Il gres
fu largamente utilizzato fin dalle antiche civiltà
orientali e si diffue in Europa nel XV secolo. La
ceramica di maggior pregio è la porcellana
che si ottiene con un'impasto di caolino, feldspato
e quarzo cotto ad una temperatura tra i 1300 e i 1400
°C. A differenza delle altre ceramiche
la pasta della porcellana
è bianca, compatta, translucida, impermeabile
e si presta benissimo a decorazioni pittoriche e plastiche.
In Europa la porcellana
a pasta dura simile a quella cinese venne realizzata
per la prima volta nel XVIII secolo ma sono noti tentativi
antecedenti della manifattura medicea di Firenze nella
metà del XVI secolo. |